Come devono essere contrassegnati i giustificativi di spesa e cosa vale per il CUP (partner di progetto italiani)?
Secondo le norme di ammissibilità del programma Interreg VI-A Italia–Austria, tutte le spese devono essere chiaramente riconducibili al progetto approvato. Le fatture e le quietanze di pagamento devono pertanto contenere un chiaro riferimento al progetto (codice progetto ITAT e/o denominazione del Programma, acronimo del progetto e/o titolo del progetto). I giustificativi elettronici sono equiparati ai documenti originali, purché rispettino i requisiti giuridici nazionali applicabili.
Per i partner di progetto italiani vale inoltre quanto segue: ove applicabile, il CUP (Codice Unico di Progetto) deve essere indicato conformemente alle disposizioni nazionali (articolo 11 della legge n. 3 del 16 gennaio 2003 – modificato dal decreto-legge n. 76 del 16 luglio 2020, convertito nella legge n. 120/2020).
Qualora il CUP non sia presente in una fattura elettronica (data di emissione successiva al 31.05.2023), esso può essere integrato successivamente, in conformità alle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate (provvedimento del 10.12.2025, prot. n. 563301/2025), per le fatture relative a contributi pubblici destinati ad attività economiche tramite il servizio web del portale “Fatture e Corrispettivi”. Dopo l’integrazione, il requisito del CUP si considera soddisfatto.
Se le spese ammissibili sono state sostenute prima dell’assegnazione del CUP, non sussiste l’obbligo di indicare il CUP in fattura (D.L. 13/2023); in tal caso, tuttavia, l’univoca riconducibilità al progetto deve continuare a essere garantita attraverso la documentazione di rendicontazione.